Il centro storico di Locorotondo
Il centro storico di Locorotondo — foto: Costantino Cafaro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Salendo dalla costa verso l’interno il paesaggio cambia nel giro di una quindicina di chilometri: la piana degli ulivi lascia il posto all’altopiano della Valle d’Itria, con la campagna divisa in appezzamenti piccolissimi da chilometri di muretti a secco e i trulli sparsi ovunque. Tre borghi meritano la salita.

Cisternino, il più vicino

Da Carovigno è il primo che si incontra: trentasette chilometri, poco meno di un’ora. Il centro storico è un intreccio bianco di archi, scale esterne e corti, dichiarato fra i Borghi più belli d’Italia. Non c’è un monumento obbligatorio da vedere: il valore è la passeggiata, meglio se al tramonto.

Cisternino è nota anche per la tradizione dei fornelli: macellerie con cottura, dove si sceglie la carne al banco e la si mangia sul posto, cucinata al momento. È una consuetudine diffusa in tutta la Valle d’Itria ma qui è particolarmente radicata.

Locorotondo, il borgo rotondo

Il nome dice tutto: il centro storico ha pianta circolare, e camminandoci dentro si torna al punto di partenza senza accorgersene. Le case sono bianche, con i tetti a due falde in chianche — le cummerse — che qui sostituiscono i coni dei trulli.

Dalla villa comunale si guarda tutta la valle: trulli, vigneti e muretti fino all’orizzonte. È uno dei panorami più riconoscibili della Puglia interna.

Qui si produce il Locorotondo DOC, un bianco secco a base di verdeca e bianco d’Alessano, storicamente legato alla cooperativa vitivinicola del paese. Si trova nelle cantine della zona e nelle enoteche.

Martina Franca, il barocco

Martina Franca ha un’altra scala: il centro è più monumentale, con il Palazzo Ducale settecentesco affacciato su piazza Roma e la basilica di San Martino, con la sua facciata barocca che chiude piazza Plebiscito.

Ogni estate la città ospita il Festival della Valle d’Itria, rassegna lirica nata negli anni Settanta e specializzata nel recupero di titoli rari del repertorio operistico. Gli spettacoli si tengono in gran parte nel cortile del Palazzo Ducale; il programma esce nei mesi precedenti sul sito ufficiale del festival.

Come organizzarsi. Cisternino e Locorotondo stanno comodi nella stessa mezza giornata: distano una decina di chilometri. Martina Franca e Alberobello meritano invece un’uscita a parte.

Guidare sull’altopiano

Le strade della Valle d’Itria sono strette, curvano continuamente e passano fra muretti alti che tolgono visibilità. È una guida piacevole ma lenta: aggiungete un buon venti per cento ai tempi del navigatore, soprattutto in agosto.

Quando andare

I borghi si animano dopo le diciannove e restano vivi fino a tardi. In pieno agosto i centri storici sono affollati nel dopocena; a maggio e a settembre si gira molto meglio.

Dormire in campagna, fra Carovigno e il mare

Sette posti letto, piscina privata con acqua salata e un trullo in pietra, nella campagna di Carovigno: a dodici chilometri da Torre Guaceto e diciannove da Ostuni.