La torre aragonese di Torre Guaceto
La torre aragonese di Torre Guaceto — foto: Gabriele nex · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Torre Guaceto non è una spiaggia qualunque con un nome suggestivo: è una riserva naturale dello Stato e, insieme, un’area marina protetta. Il vincolo dura da decenni e ha prodotto esattamente quello che doveva produrre: dune ancora al loro posto, una zona umida dietro il cordone dunale, e un mare in cui il numero di pesci si nota anche solo con maschera e boccaglio.

Dove si trova e come ci si arriva

La riserva si estende sul litorale dei comuni di Carovigno e San Vito dei Normanni, lungo circa otto chilometri di costa. Dalla campagna di Serranova sono venticinque minuti d’auto lungo la litoranea.

In alta stagione l’accesso in auto all’interno della riserva è regolamentato: si parcheggia nelle aree dedicate e si prosegue con la navetta, in bicicletta o a piedi. È una misura che serve a non far collassare un ambiente fragile, e funziona. Le modalità e gli orari cambiano ogni anno: la fonte da consultare è il Consorzio di gestione della riserva.

La torre

Il nome viene dalla torre aragonese che sta sulla punta, costruita nel Cinquecento come parte del sistema di torri costiere che sorvegliava l’Adriatico contro le incursioni dal mare. Si vede da lontano arrivando dalla litoranea ed è il riferimento visivo di tutta l’area.

Le spiagge

Punta Penna Grossa è l’accesso principale: sabbia chiara, fondale che degrada lentamente, alcuni tratti liberi e alcuni in concessione. È la scelta più comoda con i bambini.

Procedendo lungo il litorale si alternano tratti di sabbia e tratti di roccia bassa; la parte più a nord, verso San Vito, è quella più selvaggia. Alcune zone della riserva sono a tutela integrale e non sono accessibili: la segnaletica sul posto è chiara.

Snorkeling. La ragione per cui il fondale di Torre Guaceto è così popolato è la regolamentazione della pesca: la zona A è interdetta, nelle altre valgono limiti precisi. Portatevi maschera e boccaglio — la differenza rispetto alle spiagge fuori riserva si vede in pochi metri d’acqua.

I sentieri e il centro visite

Oltre al mare, la riserva ha una rete di sentieri che attraversano la macchia mediterranea e costeggiano la zona umida. Sono percorsi pianeggianti, adatti anche a chi cammina poco, ma d’estate vanno affrontati nelle prime ore del mattino.

Il centro visite ha sede nel castello di Serranova, la frazione di Carovigno a pochi minuti dalla campagna in cui si trova Trullo Flamingo: è il posto giusto per informarsi sulle attività in programma — visite guidate, snorkeling accompagnato, escursioni in bicicletta.

Il pomodoro Fiaschetto

Dentro il perimetro della riserva si coltiva il pomodoro Fiaschetto di Torre Guaceto, una varietà locale recuperata negli ultimi anni e diventata Presidio Slow Food. È piccolo, dalla buccia spessa, e si trova nei mercati e nelle botteghe della zona: se lo incontrate, vale la spesa.

Regole, in breve

Nella riserva valgono divieti precisi su raccolta, ancoraggio, accesso ad alcune zone e comportamento in spiaggia. Sono tutti segnalati sul posto. Rispettarli non è un fastidio burocratico: è il motivo per cui questo tratto di costa, a differenza di molti altri, è ancora così.

Dormire in campagna, fra Carovigno e il mare

Sette posti letto, piscina privata con acqua salata e un trullo in pietra, nella campagna di Carovigno: a dodici chilometri da Torre Guaceto e diciannove da Ostuni.