Porta Brindisi, ingresso al centro storico di Carovigno
Porta Brindisi, ingresso al centro storico di Carovigno — foto: Carovale3 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C’è una sola giornata dell’anno in cui a Carovigno non si parla d’altro, e cade sempre il Martedì di Pasqua. È il giorno della ’Nzegna, il rito della bandiera legato al culto della Madonna del Belvedere: una tradizione che il paese porta avanti da generazioni e che resta, ancora oggi, una faccenda profondamente locale.

Che cos’è la ’Nzegna

La parola viene da insegna, cioè lo stendardo. Il rito consiste nel lancio in aria di una grande bandiera, eseguito da sbandieratori secondo una sequenza codificata di movimenti, mentre la processione avanza verso il santuario. Non è una gara né un’esibizione folkloristica costruita per il pubblico: è parte dell’atto devozionale.

Gli sbandieratori si tramandano i movimenti; il gesto centrale è il lancio verticale, con la bandiera che sale, resta sospesa un istante e viene ripresa. Attorno c’è tutto il paese.

La Madonna del Belvedere

Il santuario di Santa Maria del Belvedere sorge poco fuori dall’abitato, in direzione del mare. La parte più antica è scavata nella roccia e conserva affreschi di matrice bizantina: è uno dei luoghi di culto rupestri più significativi dell’Alto Salento e il fulcro della devozione carovignese.

Quando e come partecipare

La ’Nzegna si celebra ogni anno il martedì successivo alla Pasqua, quindi la data si sposta insieme al calendario liturgico. Il programma completo — orari della processione, punti in cui si svolgono i lanci, eventi collaterali — viene diffuso nelle settimane precedenti sui canali del Comune e delle associazioni che la organizzano: è lì che conviene guardare.

Se soggiornate in zona durante la settimana di Pasqua, arrivate in paese con anticipo: le vie centrali si riempiono e il parcheggio, quel giorno, è la parte complicata. Meglio lasciare l’auto lungo la circonvallazione e salire a piedi.

Cosa aspettarsi

È una festa di paese nel senso pieno: molta gente del posto, poca coreografia costruita per i turisti, e un’atmosfera che si capisce solo standoci dentro. Chi cerca un evento spettacolarizzato resterà spiazzato; chi vuole vedere una tradizione viva nel suo contesto, no.

Il resto dell’anno

Fuori dal Martedì di Pasqua il santuario resta visitabile e il centro storico di Carovigno vale comunque la passeggiata: il castello Dentice di Frasso con la sua rara torre a mandorla, Porta Brindisi con la torre dell’orologio, i vicoli bianchi. Da Trullo Flamingo sono dodici chilometri.

Dormire in campagna, fra Carovigno e il mare

Sette posti letto, piscina privata con acqua salata e un trullo in pietra, nella campagna di Carovigno: a dodici chilometri da Torre Guaceto e diciannove da Ostuni.